In questi giorni il dibattito politico istituzionale è incentrato, oltre che sul solito giro di poltrone, sull’approvazione della Legge di Stabilità. Il provvedimento regola di fatto la vita economica del Paese, stabilendo quanto lo Stato spenderà per l’anno a venire nel rispetto dei rigidi parametri imposti a livello europeo dal Patto di Stabilità e Crescita. Non manca una certa confusione per quanto concerne le singole voci di spesa. Eppure, dalle prime indicazioni sembra emergere forte e chiaro un dato politico: la scure torna ad abbattersi sulle nostre vite.
Sembra essere confermata l’assunzione di 150mila precari prevista dal recente piano per una “buona” scuola. Ma la domanda è, chi paga il conto?


