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mercoledì 28 maggio 2014

Solidarietà a Taksim, gli studentati occupati non si toccano!

Dalle 6.30 circa di questa mattina prosegue lo sgombero dello Studentato 'Taksim' di Bologna, occupato lo scorso ottobre dopo anni in cui l'edificio religioso era rimasto abbandonato.
Le forze dell'ordine hanno forzato questa mattina i cancelli dello Studentato, dopo che il 20 maggio il tribunale di Riesame di Bologna aveva disposto il sequestro preventivo dello stabile.
15 fra studenti e studentesse che si trovavano all'interno dello stabile sono state fermati e trattenuti, mentre 4 compagni sono riusciti a salire sul tetto e da ore resistono allo sgombero. Da subito, si sono riversati davanti all'occupazione moltissimi solidali tra studenti, facchini, militanti ma anche famiglie.
Non soddisfatti dell'irruzione all'interno dell'edificio, è stata poi ordinata la muratura degli ingressi, ma passando vicino al presidio i muratori hanno incontrato la determinazione dei manifestanti lì presenti che li hanno allontanati. Le forze dell'ordine hanno quindi deciso di rispondere con una carica di alleggerimento, ma la forza di volontà dei presenti solidali allo Studentato occupato non li ha intimoriti e hanno continuato a difendere il presidio nonostante le solite pratiche farsesche di intimidazione messe in atto dalle istituzioni a cui siamo ormai abituati.
In questo momento si contano circa 200 persone accorse in sostengo degli occupanti di Taksim. Da una parte la solidarietà e la determinazione tra solidali e militanti, dall'altra la solita risposta cieca delle forze dell'ordine, espressione di istituzioni incapaci di comprendere i bisogni reali dei giovani e degli studenti.
Le porte murate di Taksim sono l'immagine di una politica che si schiera a difesa della speculazione con cui migliaia di edifici vengono lasciati vuoti e che come unica risposta ai nostri bisogni sa opporre sgomberi e manganelli.
Esprimiamo quindi la nostra piena solidarietà agli studenti e alle studentesse fermati nonché ai 4 compagni che ancora adesso resistono sul tetto, certi che anche a Bologna molto presto un'altra porta verrà aperta!



Collettivo Universitario Autonomo Torino

mercoledì 9 aprile 2014

Solidarietà a Godot, il diritto allo studio non si sgombera!

Ieri a Roma un altro tsunami tour ha dato vita a cinque nuove occupazioni. Famiglie, studenti e precari, attraverso quest'atto di riappropriazione hanno dato risposta al loro diritto ad avere una casa, inascoltato finora dalle istituzioni.

Roma, come Torino del resto e molti altri territori, è in piena emergenza abitativa, a fronte delle migliaia di appartamenti vuoti presenti in città questo è inaccettabile. Il neo insediato governo lancia dichiarazioni d'intenti sul miglioramento della vita dei governati, ma di concreto ad oggi abbiamo in mano un piano casa che criminalizza le occupazioni, senza minimamente intervenire sull'emergenza abitativa, un fantasmagorico intervento sul mondo del lavoro che dietro al nome accattivante altro non fa che dare l'impennata finale ai processi di precarizzazione e impoverimento a cui assistiamo da anni.

Come studenti viviamo la crisi in molti modi, dopo che il diritto allo studio è stato completamente smantellato ci troviamo a fare i conti con una sempre crescente mancanza di servizi e con la speculazione edilizia che ci impone affitti stellari difficili da arrivare a pagare con il lavoretto precario e/o in nero. Difficile poi pensare di sottrarsi al ricatto dell'affitto o alla vita snervante dello studente lavoratore quando residenze universitarie e borse di studio non vengono più assegnate.