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venerdì 22 gennaio 2016

Appello per la libertà di studiare


Lunedì 15/02 si terrà la conferenza stampa pubblica della campagna #LibertàDiDissenso #LibertàDiStudiare: invitiamo quindi tutti i firmatari dell'appello, i docenti, i ricercatori, gli studenti e i lavoratori dell'Università di Torino a questo importante momento divulgativo.

L'appuntamento è per le ore 12 davanti alla main hall del Campus Luigi Einaudi.

 
Aggiornamento del 6 Febbraio 2016:
Su richiesta di diversi firmatari scriviamo questa nota introduttiva all’appello per chiarire meglio fatti e contesti delle vicende, senza intaccare il testo già fatto circolare per rispetto di quanti e quante lo hanno sottoscritto nella prima versione.
Valeria, Luca e Mattia sono tre studenti dell’Università di Torino iscritti ai dipartimenti di Storia e CPS. Dal settembre 2015 sono sottoposti a misure cautelari preventive in attesa di giudizio: obbligo di dimora nel Comune di residenza, arresti domiciliari e arresti domiciliari con divieto di comunicazione con l’esterno.

lunedì 23 marzo 2015

Nuove residenze universitarie e la morte del diritto allo studio a Torino

Da anni ormai sentiamo parlare del progetto di costruzione di nuove residenze per studenti nella città di Torino per un numero non esiguo di almeno 5000 posti letto. La giunta Fassino periodicamente sbandiera ai quattro venti questo mega progetto in sapore di grande opera, ovviamente inserendolo in tutta la propaganda retorica di “Torino città dei giovani” e “Torino città universitaria”.

Molti sono i punti non chiari di questo progetto e risulta ancora difficoltoso rendersi conto tra propaganda e realtà di ciò che verrà effettivamente realizzato. Rimangono però alcuni punti e nodi progettuali che ormai, dopo anni, potremmo dare per certi, quantomeno per aiutare a comprendere quali siano gli interessi speculativi e costruttivi della giunta e, più in generale, di quello che da alcuni viene definito “Sistema-Torino” nel quadro abitativo universitario.

mercoledì 9 aprile 2014

Solidarietà a Godot, il diritto allo studio non si sgombera!

Ieri a Roma un altro tsunami tour ha dato vita a cinque nuove occupazioni. Famiglie, studenti e precari, attraverso quest'atto di riappropriazione hanno dato risposta al loro diritto ad avere una casa, inascoltato finora dalle istituzioni.

Roma, come Torino del resto e molti altri territori, è in piena emergenza abitativa, a fronte delle migliaia di appartamenti vuoti presenti in città questo è inaccettabile. Il neo insediato governo lancia dichiarazioni d'intenti sul miglioramento della vita dei governati, ma di concreto ad oggi abbiamo in mano un piano casa che criminalizza le occupazioni, senza minimamente intervenire sull'emergenza abitativa, un fantasmagorico intervento sul mondo del lavoro che dietro al nome accattivante altro non fa che dare l'impennata finale ai processi di precarizzazione e impoverimento a cui assistiamo da anni.

Come studenti viviamo la crisi in molti modi, dopo che il diritto allo studio è stato completamente smantellato ci troviamo a fare i conti con una sempre crescente mancanza di servizi e con la speculazione edilizia che ci impone affitti stellari difficili da arrivare a pagare con il lavoretto precario e/o in nero. Difficile poi pensare di sottrarsi al ricatto dell'affitto o alla vita snervante dello studente lavoratore quando residenze universitarie e borse di studio non vengono più assegnate.