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mercoledì 25 novembre 2015

Il FUAN provoca, la polizia circonda e minaccia gli studenti!

Quella di oggi è stata una giornata ricca di sviluppi e per questo motivo riteniamo doveroso dare spiegazioni di quanto accaduto.
Iniziamo facendo un rapidissimo excursus: nella mattinata di oggi al campus Luigi Einaudi si è tenuta una colazione antifascista, indetta nei giorni scorsi dagli studenti e dalle studentesse del campus, che hanno ritenuto necessario creare un momento di condivisione a seguito di alcuni volantinaggi del FUAN, che ogni volta determinano una vergognosa ed imponente militarizzazione dell’università.

Fuori il FUAN dall'Università: l'auletta Borsellino restituita agli studenti

Anche questa mattina gli studenti e le studentesse del Campus hanno dovuto assistere alla solita farsa snervante, ma a cui siamo purtroppo da tempo abituati: polizia, carabinieri e Digos che con premura bloccavano gli accessi della Palazzina Einaudi.

Un’università militarizzata, per l’ennesima volta, come risposta ad una colazione che ha visto tanti studenti concedersi un momento di socialità, confronto e discussione sulla presenza dei politicanti e razzisti del Fuan all’interno del nostro ateneo. Da subito abbiamo assistito al nervosismo della Questura che ha deciso di mobilitare un imponente schieramento di forze dell’ordine. Qualche studente è stato addirittura identificato mentre entrava per andare a lezione, provocando comprensibili lamentele e richieste di spiegazioni.

martedì 15 aprile 2014

Quell'astronave chiamata Campus

Articolo tratto dalla fanzine universitaria autonoma Rise Up

E’ passato ormai più di un anno e mezzo dall’inaugurazione del nuovo campus Luigi Einaudi di Torino, una struttura sulla quale da subito abbiamo preso parola interrogandoci innanzitutto sul rapporto tra il dispendio non proprio trascurabile che la struttura ha comportato (si parla di 135 milioni di euro) e la sua reale fruibilità e adeguatezza alle esigenze della popolazione più numerosa che ogni giorno lo attraversa, quella studentesca. 

Sgombriamo subito il campo da possibili fraintendimenti: come abbiamo chiarito fin da subito, non ci interessa certo sviluppare una critica a priori rispetto alla costruzione di un nuovo campus. Chi frequenta l’Università di Torino da qualche anno difficilmente rimpiange gli spazi fatiscenti e inadeguati che caratterizzano strutture come Palazzo Nuovo o l’ex palazzina di via Plana che prima ospitava la facoltà di Scienze Politiche e sa bene come la mancanza di spazi sia tuttora un problema. 

Tuttavia, il lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi ci ha permesso di costruire un discorso più approfondito rispetto al CLE che crediamo non possa essere slegato da una riflessione più generale sul modello di università che viene oggi proposto e la direzione verso cui tende.